Medicina Estetica 

Qualità

Oggi le persone sono continuamente sollecitate da proposte per migliorare la propria salute e la propria estetica. In realtà l’estetica è una definizione fluida che ha componenti soggettive ed oggettive. Generalmente ciò che “non è bello” viene facilmente percepito, mentre ciò che “è bello” sfuma nel “ciò che piace”. Pertanto la medicina estetica lungi dall’essere una disciplina puramente tecnica deve avvalersi di connotazioni empatiche con la personalità e con le aspettative del cliente, per mettere le competenze tecniche, la capacità professionale e le scoperte scientifiche al servizio del miglioramento della percezione di se stessi, perché se “ci piacciamo” siamo anche più sicuri, più allegri, più sereni. 

Professionalità

Il medico estetico è un medico comunque al servizio della salute, intesa come miglioramento di sé, pertanto alla base del suo lavoro sono necessari la competenza, l’aggiornamento e il talento.  Ciò che il medico estetico deve offrire al paziente è la sua professionalità eticamente diretta, anche al costo di rinunciare a trattamenti che travalicano tali limiti etici pur di soddisfare il mero “desiderio” del paziente. Fondamentale è quindi la informazione corretta, fornita al paziente secondo i dettami del Codice Deontologico medico nella serenità e nella chiarezza dei rapporti.  Attenendosi a tali criteri di professionalità etica  il paziente non sarà mai esposto a rischi inaccettabili e potrà scegliere in completa libertà e serenità il trattamento più coerente all’obiettivo massimo raggiungibile.

Esperienza

L’esperienza necessaria per esercitare con successo la medicina estetica non si crea in poco tempo. Sono necessari anni di pratica e studio per poter gestire con competenza questa attività  professionale. L’aggiornamento è fondamentale, ma ancora più importante è il controllo assiduo dei risultati per il miglioramento continuo della efficacia di trattamento per una sempre maggiore soddisfazione del paziente rispetto agli obiettivi possibili e condivisi. 

 
Dottoressa

La  dott.ssa Liliana Turatello è nata il 01/02/1961 a Cittadella ed è residente a Vicenza in Strada del Megiaro 255, Medico-Chirurgo iscritta all’Ordine dei Medici della Provincia di Vicenza.

Nel corso del proprio percorso formativo ha approfondito le tematiche attinenti alla Medicina Estetica e alla Medicina della Nutrizione applicando le più moderne tecniche e tecnologie come la Genetica Nutrizionale.

Ha collaborato come consulente con ditte del settore come la NAMED SpA con cui ha tenuto rapporti di lavoro fino al 2013.

Ho continuato l’attività di Medicina Estetica presso strutture ambulatoriali private a Vicenza, Milano e Venezia.

Ha approfondito le tematiche di bioetica con la collaborazione con la UO di Medicina Legale dell’Ospedale di Vicenza.

La attività svolta comprende le seguenti prestazioni:

  • Carbossiterapia

  • Filler con acido ialuronico

  • Peeling chimico

  • Biorivitalizzazione

  • Consulenza nutrizionistica.

  • Profilo nutrizionale genetico e analisi presso Centro di Riferimento di Genetica Medica.

  • Mesoterapia

In regola con il budget di crediti formativi medici per l’anno in corso mediante la frequenza a corsi di formazione e Masters nazionali ed internazionali.

I principi

La dott.ssa Liliana Turatello pratica da molti anni la Medicina Estetica con professionalità e competenza, nel piacere del proprio lavoro rivolto anche a raggiungere un rapporto empatico con le pazienti, volto al  miglioramento della percezione della loro efficienza estetica. 

Professionalità

La professionalità non si inventa e non è un titolo che si consegue, ma è una conquista dell’intelletto che comporta un percorso di conoscenza ed  esperienza, ma anche di riflessione e di maturazione della propria personalità. Ciò che non si ha non si può trasmettere e questo è il principio che la dott.ssa Turatello ha posto alla base del proprio percorso professionale. 

Focus al paziente

L’obiettivo che la dott.ssa Turatello ha posto al centro della propria attività non è il raggiungimento di pure geometrie anatomiche, ma la compatibilità con le aspettative del cliente e la condivisione degli obiettivi, senza sottacere i limiti che qualsiasi tecnica e disciplina comportano. Il paziente quindi al centro della propria attenzione considerando la persona e non meramente il corpo.  

Continuo aggiornamento

Per conseguire tale metodologia quindi la dott.ssa Turatello ha frequentato non solo corsi tecnici, ma anche un percorso formativo in altre discipline coma la Programmazione Neurolimguistica che hanno arricchito l’esercizio della propria attività con la comprensione degli elementi emotivi che spesso stanno alla base di una richiesta da parte del paziente. Inoltre frequenta con costanza i corsi di formazione e l'aggiornamento nelle nuove tecniche con l’obiettivo non solo di acquisire nuove competenze, ma anche quello di verificare i limiti della applicabilità di nuove proposte in un ambito in cui il nuovo non è sempre sinonimo di maggiore efficacia e sicurezza. 

Sicurezza del paziente

Proprio la sicurezza del paziente deve guidare ogni medico e massimamente il medico estetico nell’esercizio della propria attività. Infatti il medico estetico pratica dei trattamenti principalmente su persone sane e quindi il rapporto con il paziente deve fondarsi sulla chiarezza dei possibili rischi mai eliminabili in qualsiasi pratica medica. 

La dott.ssa Turatello ha fatto della trasparenza del rapporto con il paziente un comandamento declinato anche nei suoi aspetti formali come la correttezza delle schede informative, la conduzione del colloquio e il chiarimento del consenso informato.

Prodotti di qualità

L’attività del medico estetico prevede la somministrazione di prodotti di classi diverse tra cui gli iniettabili. Proprio la scelta dei prodotti in base alla loro qualità è il primo comandamento etico che un bravo medico estetico deve seguire. La dott.ssa Liliana Turatello sceglie solo prodotti certificati di ditte referenziate documentadosi preventivamente in modo approfondito nel merito di ogni nuova proposta che esce sul mercato. Prima di proporla ai propri clienti.

Riservatezza

Un aspetto non secondario dell’approccio metodologico sopradescritto riguarda la riservatezza dei dati sanitari, ma anche la loro disponibilità al paziente stesso unico titolare dei suoi dati. La dott.ssa Liliana Turatello tiene una scheda clinica informatizzata di ogni suo paziente, stampabile e quindi a disposizione dello stesso a semplice richiesta scritta del titolare dei dati o di suo delegato.

Trattamenti
 
Carbossiterapia

Le gambe sono forse la parte del corpo femminile più attraente, ma anche con i maggiori problemi soprattutto per la ritenzione idrica, la carbossiterapia è la metodica più efficace ed innovativa contro la cellulite e la pesantezza.

Su cosa si basa?

La carbossiterapia consiste nella somministrazione sottocutanea di anidride carbonica medicale (CO2) tramite microiniezioni localizzate con un device brevettato.

Il gas viene controllato una apparecchiatura medica specifica approvata dal Ministero della Salute e certificata dalla Comunità Europea.

Le microiniezioni sono effettuate tramite un Kit composto da un ago sottile sterile. L’anidride carbonica è atossica, batteriologicamente pura e non può provocare embolia. Non sono mai state descritte complicanze.

Cosa risolve?

La carbossiterapia trova impiego primario nel trattamento della cellulite (PEFS) o cute a buccia d’arancia. Il meccanismo di azione coinvolge la attivazione del microcircolo. La dilatazione vascolare indotta dalla anidride carbonica permette un migliore afflusso arteriolare, mentre la dilatazione venulare consente un migliore drenaggio veno-linfatico (Quality survey on efficacy of carboxytherapy for localized lipolysis. Lee GS. J Cosmet Dermatol. 2016 Dec;15(4):484-492).

Anche la lassità cutanea si giova del trattamento carbossiterapico in quanto l’infiltrazione di anidride carbonica promuove la rimozione del tessuto elastico alterato inducendo la produzione di nuova elastina da parte dei fibroblasti riattivati

Il trattamento del dolore artrosico è una delle applicazioni più recenti della carbossiterapia soprattutto per le piccole articolazioni. L’anidride carbonica avrebbe una azione anti-infiammatoria tramite la modulazione di mediatori cellulari che riducono il  dolore.

Una recente applicazione della carbossiterapia che riguarda anche gli uomini oltre alle donne è il campo tricologico. Nell’alopecia areata e androgenetica, il miglioramento dell’apporto di ossigeno ai follicoli piliferi stimola la produzione del pelo e un rinforzo dello stelo pilare. E’ però importante che il diradamento non sia troppo avanzato in quanto la carbossiterapia agisce sui follicoli esistenti, ma non induce la produzione di nuovi follicoli.  

A chi si rivolge?

Qualsiasi persona di qualsiasi età può giovarsi della carbossiterapia secondo le indicazioni sopradescritte, ovviamente alcune persone possono presentare patologie che costituiscono un impedimento alla applicazione della metodica, pertanto è importante la raccolta dell’anamnesi accurata per valutare le possibilità terapeutiche.

Che risultati da?

I risultati della carbossiterapia sono:

  • Riassorbimento dell’edema cutanea con riduzione fino alla scomparsa dell’effetto buccia d’arancia nella cellulite.

  • Miglioramento del linfo e flebodrenaggio con scomparsa del senso di pesantezza alle gambe,  riduzione della “irrequietezza” ( gambe senza riposo) e dei crampi muscolari ricorrenti.

  • Riduzione delle adiposità localizzate ( sottomentoniera, fianchi, interno cosce e glutei) per i meccanismi di lipolisi.

  • Supporto estetico e rivitalizzazione cutanea con recupero della levigatezza e dell’incarnato naturale grazie alla regolazione del microcircolo.

  • Riduzione del dolore artrosico soprattutto alle mani e alle ginocchia per gli effetti antinfiammatori della CO2.

  • Infoltimento del capillizio e riduzione delle aree di calvizie tramite miglioramento del microcircolo perifollicolare.

  • Recupero della elasticità cutanea alle braccia e al viso mediante la attivazione della produzione di elastina e la rimozione delle fibre elastiche degenerate.

Sedute e durata?

Un trattamento si articola su più sedute, per ottenere un effetto visibile e duraturo sono necessarie almeno dieci sedute di carbossiterapia. Già dopo 5 sedute sono visibili i risultati, ma per stabilizzarli per un tempo sufficientemente apprezzabile sono necessarie non meno di 10 sedute.

La durata della singola seduta varia a seconda dell’area da trattare e della patologia, generalmente tra trenta e quaranta minuti di trattamento. 

Carbossiterapia perdita capelli
Carbossiterapia perdita capelli

Cura del cuoio capelluto con la Carbossiterapia - dott.sa Liliana Turatello - Vicenza e Milano

Carbossiterapia cellulite
Carbossiterapia cellulite

Diminuzione della cellulite con la Carbossiterapia - dott.sa Liliana Turatello - Vicenza e Milano

Carbossiterapia cellulite
Carbossiterapia cellulite

Diminuzione della cellulite con la Carbossiterapia - dott.sa Liliana Turatello - Vicenza e Milano

Carbossiterapia Gambe
Carbossiterapia Gambe

[PRIMA] Cura della pelle nelle gambe Carbossiterapia - dott.sa Liliana Turatello - Vicenza e Milano

Carbossiterapia Gambe
Carbossiterapia Gambe

[DOPO] Cura della pelle nelle gambe Carbossiterapia - dott.sa Liliana Turatello - Vicenza e Milano

Carbossiterapia perdita capelli
Carbossiterapia perdita capelli

Cura del cuoio capelluto con la Carbossiterapia - dott.sa Liliana Turatello - Vicenza e Milano

Carbossiterapia cellulite
Carbossiterapia cellulite

Diminuzione della cellulite con la Carbossiterapia - dott.sa Liliana Turatello - Vicenza e Milano

Filler all’acido ialuronico

Il filler può paragonarsi alla tecnica dello scultore e il medico estetico deve in codesta pratica avere la sensibilità dell’artista. 

Su cosa si basa?

L’acido ialuronico è un componente fondamentale della matrice dei tessuti connettivi.

E’ una molecola molto antica in quanto si è sviluppata nei molluschi e crostacei e poi si è conservata pressochè inalterata nella sua struttura durante l’evoluzione delle specie viventi.

L’invecchiamento della cute è caratterizzato da una perdita graduale di spessore e di elasticità del derma secondari alla riduzione di fibre collagene, acido ialuronico ed elastina. Questo processo di invecchiamento viene accelerato da fattori esogeni o endogeni quali i raggi UV, il fumo e il diabete. Anche la dinamica della muscolatura mimica del volto contribuisce alla redistribuzione di tali componenti generando la formazione delle rughe. Le rughe dinamiche della parte superiore del viso vengono in genere trattate con la tossina botulinica, mentre i fillers dermici vengono abitualmente utilizzati al terzo medio ed inferiore dove sono più evidenti perdite volumetriche e lassità tessutale.

Il filler a base di acido ialuronico consiste nella iniezione diretta localizzata del prodotto, quindi nel ripristino dello spessore cutaneo tramite l’apporto esogeno di uno dei suoi componenti ridonando volume ed elasticità al derma. 

Cosa risolve?

Il filler quindi riempie i volumi perduti ( appianamento delle rughe, le perdite del tessuto adiposo etc.) oppure può aumentare volumi esistenti come l’aumento della superficie e del volume delle labbra e degli zigomi. Con il filler quindi si correggono inestetismi della pelle tipici dell'invecchiamento cutaneo, come rughe e piccole depressioni e si conferisce turgore e pienezza a labbra sottili e zigomi cadenti.

A chi si rivolge?

Tutte le persone indipendentemente dall’età possono fruire della metodica per la correzione di solchi, rughe, contrasto dell’invecchiamento facciale del terzo medio ed inferiore del viso. La procedura viene anche utilizzata per le correzioni del profilo facciale come l’aumento volumetrico di labbra e zigomi. E’ importante chiarire che il filler può attenuare il difetto, ma non sempre eliminarlo del tutto e che comunque il risultato non è alternativo a quello della chirurgia.

Alcune condizioni patologiche antecedenti possono costituire una controindicazione al trattamento, è quindi importante l’anamnesi del paziente e gli accertamenti diagnostici. 

Che risultati da?

L’obiettivo del filler è o di ricostituire una estetica più giovanile oppure di rendere più gradevole la fisionomia del volto. Nel primo caso l’appianamento delle rughe e il ripristino della elasticità dermica consentono di modificare l’aspetto della cute “invecchiata” e quindi di ringiovanire i lineamenti. Nel secondo caso la modifica anche lieve dei profili anatomici, ad es. l’aumento volumetrico delle labbra,  consente di modificare l’aspetto rendendolo più morbido e gradevole.

I fillers vengono classificati in base alla durata di azione: breve ( meno di 4 mesi), lunga ( da sei mesi a un anno), semipermanente ( 1-2 anni) e permanente (più di due anni).

La scelta del tipo di acido ialuronico dipende dall’area da trattare e dalla entità del difetto o del risultato estetico da ottenere.  

Sedute e durata?

La durata e il numero delle sedute dipende dall’area da trattare, maggiore l’area più numerose le sedute. L’iniezione di acido ialuronico determina risultati immediati, che il paziente può apprezzare subito dopo il trattamento. La durata del risultato dipende da diversi fattori (il tipo di filler, la quantità iniettata e la mimica facciale),  ma il più importante è la attività metabolica cellulare ( attività ialuronidasica)  del paziente che varia da individuo a individuo.

Possibili effetti collaterali sono la dolorabilità dell’area tratta, le ecchimosi e gonfiore. Si tratta di effetti indesiderati passeggeri che regrediscono in breve tempo.  

Filler all’acido ialuronico labra
Filler all’acido ialuronico labra

Filler all’acido ialuronico alle labbra - dott.sa Turatello - Vicenza e Milano

Filler all’acido ialuronico labra
Filler all’acido ialuronico labra

Filler riempitivo all’acido ialuronico alle labbra - dott.sa Turatello - Vicenza e Milano

Filler all’acido ialuronico rughe
Filler all’acido ialuronico rughe

Filler riempitivo all’acido ialuronico alle rughe del viso - dott.sa Turatello - Vicenza e Milano

Filler riempitivo all’acido ialuroni
Filler riempitivo all’acido ialuroni

Filler riempitivo all’acido ialuronico alle labbra - dott.sa Turatello - Vicenza e Milano

Filler riempitivo all’acido ialuroni
Filler riempitivo all’acido ialuroni

Filler riempitivo all’acido ialuronico alle labbra - dott.sa Turatello - Vicenza e Milano

Biorivitalizzazione

Una antica poesia cinese di Du Qiuniang recita:

"Non curarti dell’abito dorato,

tientela cara la tua verde età.

Sbrìgati a cogliere il fiore sbocciato,

sfiorito il ramo se aspetti sarà."

L’obiettivo della biorivitalizzazione è proprio la conservazione di una vitalità cutanea per contrastate i segni del tempo.

Cos'è?

E’ un trattamento antiage che si basa sull’impiego di sostanze biocompatibili, e riassorbibili in grado di riattivare la parte più vitale della cute e favorire il ripristino della condizione fisiologica delle pelli giovani: tono, compattezza e idratazione.

Su cosa si basa?

Le sostanze impiegate sono acido ialuronico a basso peso molecolare, elastina e aminoacidi. Non è un filler in quanto le sostanze iniettate non devono restare localizzate e il risultato atteso non è anatomico, ma fisiologico, infatti il target della metodica sono le cellule cutanee e non i componenti della matrice. 

Cosa risolve?

Il risultato fondamentale da raggiungere è visivo e sensitivo, infatti tale metodica si prefigge di migliorare l’aspetto generale della cute appianando le microrugosità dell’invecchiamento, la riduzione dell’esfoliazione epidermica e aumentare la compattezza del derma nonché di ripristinare la sua naturale levigatezza giovanile al tatto. 

A chi si rivolge?

E’ rivolto principalmente a pazienti in fascia di età media che desiderano ottenere un effetto antiaging cutaneo o come supporto nelle persone che hanno problemi di invecchiamento precoce o che devono recuperare effetti degenerativi di fotoesposizione, particolare secchezza cutanea e come trattamento di supporto dopo il filler.

Sedute e durata?

Le sedute sono modulate sullo stato della cute e sull’effetto da raggiungere, possono variare come numero da un minimo di tre a un massimo di cinque. Possono essere ravvicinate oppure con scadenza quindicinale o mensile. Ovviamente la frequenza è determinata anche dalla efficacia della risposta e dalla durata dell’effetto che non sono prevedibili ma devono essere rilevati individualmente.

Biorivitalizzazione decolté
Biorivitalizzazione decolté

Biorivitalizzazione rughe decolté - Dott.sa Turatello - Vicenza e Milano

Biorivitalizzazione rughe mani
Biorivitalizzazione rughe mani

Biorivitalizzazione rughe invecchiamento mani - Dott.sa Turatello - Vicenza e Milano

Biorivitalizzazione rughe mani
Biorivitalizzazione rughe mani

Biorivitalizzazione rughe invecchiamento mani - Dott.sa Turatello - Vicenza e Milano

Biorivitalizzazione rughe collo
Biorivitalizzazione rughe collo

Biorivitalizzazione rughe collo - Dott.sa Turatello - Vicenza e Milano

Biorivitalizzazione rughe viso
Biorivitalizzazione rughe viso

Biorivitalizzazione rughe viso - Dott.sa Turatello - Vicenza e Milano

Biorivitalizzazione macchie viso
Biorivitalizzazione macchie viso

Biorivitalizzazione macchie viso - Dott.sa Turatello - Vicenza e Milano

Biorivitalizzazione contorno labbra
Biorivitalizzazione contorno labbra

Biorivitalizzazione rughe contorno labbra - Dott.sa Turatello - Vicenza e Milano

Peeling Chimico

Il peeling è paragonabile all’opera dell’alchimista che trasforma il piombo in oro, la vostra pelle opaca e affaticata che improvvisamente si ridesta luminosa come il più prezioso metallo. 

Su cosa si basa?

Questi trattamenti noti anche come resurfacing cutaneo rimuovono gli strati esterni dell’epidermide ( lo strato più superficiale della cute) mediante tecniche chimiche o meccaniche. Il loro effetto sulla cute si basa sui principi della guarigione delle ferite, in virtù del fatto che un danno controllato che rimuova gli strati superficiali dell’epidermide stimola il rinnovo cellulare e produce una pelle più sana. Il turn-over naturale della pelle è un complesso di vari passaggi che termina con la desquamazione delle cellule dello strato corneo. Questo processo si altera nell’invecchiamento o in certe malattie per effetto di agenti esterni aggressivi. La desquamazione inappropriata porta ad avere una cute opaca, secca e ruvida. Indipendentemente dal metodo, l’effetto è comune e comprende la regolazione del turn-over cellulare, la redistribuzione della melanina e il ripristino della corretta e regolare esfoliazione fisiologica. I peeling chimici consistono nella applicazione di acidi deboli sulla cute per rimuovere gli strati superficiali. Vengono classificati in base al potere di penetrazione nell’epidermide in: superficiali, medi e profondi.

Personalmente utilizzo solo i peeling superficiali, gli unici consentiti in attività ambulatoriale con alfa o beta idrossiacidi o con acido tricloroacetico.

A chi si rivolge?

Il peeling è indicato nei casi di fotodanneggiamento cutaneo, iperpigmentazione, cute seborroica, acne comedonica e acne volgare, cicatrici da acne superficiale, cheratosi pilare diffusa, cheratosi seborroica diffusa superficiale.

La scelta della tecnica da utilizzare presuppone una visita preliminare in cui il paziente viene classificato secondo il fototipo di Fitzpatrck e la Scala di Glogau. Il fototipo è un sistema di classificazione del colorito della cute e della risposta alla esposizione solare.

La scala di Glogau invece valuta la importanza del fotoinvecchiamento e il livello di idratazione cutanea. La metodica è applicabile dalla fine dell’adolescenza alla tarda età.

La durata degli effetti dipende dalla dinamica cellulare di base dell’epidermide, vale a dire che se il difetto da correggere è la rugosità cicatriziale determinata dagli esiti di una eruzione acneica il risultato può essere anche permanente, mentre se il difetto è determinato da una alterazione della melanogenesi il risultato può essere temporaneo e la durata dipende dai fattori individuali. 

Che risultati da?

Il peeling è un trattamento coadiuvante dell’appianamento delle rughe del volto la cui correzione richiede approcci multipli. Riduce il contrasto dei cambiamenti di colore della cute, come le macchie cutanee o gli spot bruni della pelle  che possono insorgere con l’età, o a seguito dell’assunzione di contraccettivi orali. Riduce le depressioni conseguenti agli esiti d’acne e la diffusione dell’acne stessa.
Ognuna o la combinazione delle seguenti condizioni può presentare una corretta indicazione per un peeling chimico:

  • Rughe o danno cutaneo da eccesso d’esposizione al sole.

  • Rughe verticali attorno alla bocca.

  • Le rughe della palpebra superiore.

  • Le macchie cutanee.

  • Le cicatrici esito d’acne o esito di varicella.

  • Le cicatrici superficiali del viso.

Sedute e durata?

Il trattamento prevede più fasi quali detersione, applicazione del peeling, e successiva applicazione di una maschera neutralizzante e lenitiva.

I peeling superficiali possono essere ripetuti ogni uno-tre mesi a seconda della intensità necessaria, all’obiettivo da raggiungere e ai tempi di recupero del paziente. E’ controindicato eseguire peeling durante il periodo primaverile ed estivo causa la sensibilizzazione cutanea. In ogni caso dopo il peeling è necessario utilizzare una crema solare ad alta protezione anche nei mesi invernali, ricordando che la esposizione solare sulla neve costituisce controindicazione assoluta alla esecuzione di un peeling ravvicinato a tale esposizione. 

Peeling Chimico Macchie viso
Peeling Chimico Macchie viso

Peeling chimico per rimuovere le macchie del viso - Dott.sa Turatello - Vicenza e Milano

Peeling Chimico Macchie viso
Peeling Chimico Macchie viso

Peeling chimico per rimuovere le macchie del viso - Dott.sa Turatello - Vicenza e Milano

Peeling Chimico Macchie viso
Peeling Chimico Macchie viso

Peeling chimico per rimuovere le macchie del viso - Dott.sa Turatello - Vicenza e Milano

Trattamento Rigenera

Una cosa che accomuna tutti i sessi è la cura dei capelli, mentre la medicina estetica si identifica nell’immediato con il sesso femminile invece la caduta dei capelli interessa precipuamente il sesso maschile.

La calvizie è una problematica intrinseca all’assetto ormonale maschile che ogni individuo vive con diversa attenzione o anche con reale disagio. 

Su cosa si basa?

Il “gold standard” del trattamento è rappresentato dalla induzione alla rigenerazione dei tessuti danneggiati da processi degenerativi, traumatici, o cicatriziali. La messa a punto negli ultimi anni di metodiche capaci di selezionare le cellule staminali tratte non da embrioni umani, ma da tessuti adulti, quindi senza i limiti etici relativi alla raccolta degli embrioni ha aperto nuovi scenari.

Purtroppo lo stato dell’arte non è ancora ottimale, in quanto la costituzione della “triade rigenerativa” che è alla base di ogni processo riparativo tessutale, ovvero l’associazione di cellule staminali adulte orientate, di fattori di crescita specifici per quella linea cellulare ed infine di un substrato biologico tridimensionale capace di accogliere il rigenerato cellulare e stimolarne l’espansione mantenendo l’orientamento strutturale, non è così facile da realizzare.

Il sistema Rigenera, una tecnologia capace di disgregare meccanicamente i tessuti producendo microinnesti del diametro di 50 – 80 micron, consente di eseguire un autotrapianto delle zone lesionate. Questi microinnesti,  ricchi di cellule staminali, sono in grado non solo di attecchire rapidamente a causa delle piccole dimensioni, ma di avviare la riproduzione cellulare a partire dalle cellule progenitrici, fino ad ottenere la reintegrazione dei tessuti lesionati. La microframmentazione dei tessuti ottenuta mediante la disgregazione meccanica è perfettamente compatibile con le procedure invasive in assenza di rilevanti manipolazioni come da Direttiva Europea 23/2004.

Questa tecnica consiste nel prelievo di un frammento di cute del/della paziente da un luogo anatomico usualmente nascosto quale l’ascella o l’inguine, talmente piccolo da  lasciare esiti cicatriziali impercettibili alla normale distanza di conversazione, questo frammento viene disgregato da un apposito strumento in sterilità, ottenendone una sospensione acquosa con all’interno frammenti di derma invisibili (50 - 80 micron di diametro).

A chi si rivolge?

Bisogna innanzitutto distinguere le alopecie tra cicatriziali e non cicatriziali. Le alopecie cicatriziali non possono giovarsi del trattamento. 

Tra le alopecie non cicatriziali i risultati migliori si ottengono nelle alopecie aerate in stadio inziale-intermedio. Purtroppo negli stadi avanzati la atrofia follicolare è così importante e il diradamento follicolare così grave che il miglioramento dei follicoli esistenti non produce un significativo infoltimento del capillizio. E’ necessario infatti ricordare che il trattamento “RIGENERA” non produce nuovi follicoli, ma rinforza e rinvigorisce quelli esistenti. 

Che risultati da?

A differenza delle tecniche tradizionali della medicina estetica, che utilizzano un effetto meccanico ( il riempitivo), la presenza di microframmenti di derma consente l’innesto nel viso di questi frammenti, i quali attecchiscono e le cui cellule cominciano a riprodursi. Le cellule staminali autotrapiantate continueranno a rigenerare la cute trattata e produrranno quei fattori di crescita che agiscono sui follicoli piliferi, rinforzandoli e stimolando la efficace produzione del capello.

VANTAGGI:

  • Altissimo potere rigenerativo dovuto alla capacità rigenerativa delle cellule staminali proprie 

  • Totale assenza di possibilità di rigetto, in quanto si esegue di fatto un autoinnesto di tessuto.

  • Effetto terapeutico prolungato per anni, in quanto basato sulla capacità rigenerativa a lungo termine delle cellule staminali.

Sedute e durata?

Tutta la metodica si svolge in ambulatorio e richiede un tempo massimo di trenta minuti.

In soli due minuti, quindi, si ottiene una sospensione in siringa con all’interno dei frammenti di derma della paziente ricca di cellule vitali ovvero di cellule staminali multipotenti, anche se già orientate alla produzione delle cellule del connettivo. Si miscela questa sospensione con soluzione fisiologica sterile e quindi si procede, con la solita tecnica dei microponfi, alla infiltrazione nella cute o anche al riempimento delle rughe utilizzando il prodotto come un filler. 

Alopecia aerata prima del trat.
Alopecia aerata prima del trat.
Alopecia aerata dopo 60 gg dal tratt
Alopecia aerata dopo 60 gg dal tratt
Alopecia aerata prima del trat.
Alopecia aerata prima del trat.
Alopecia aerata dopo 60 gg dal tratt
Alopecia aerata dopo 60 gg dal tratt
Test genetica alimentare

«Conosci te stesso» era scritto a caratteri cubitali sul frontone del tempio di Apollo a Delfi, insieme con l’invito alla moderazione, espresso nel motto: μηδὲν ἄγαν, «nulla di eccessivo». 

Su cosa si basa?

L’invito degli antichi è calzante riguardo ai principi della scienza nutrizionale moderna alla luce della Genetica Alimentare.

La digestione, l’assorbimento e la metabolizzazione dei nutrienti  sono regolati da una serie di catene enzimatiche localizzate a livello di vari organi. Il fine di tutta l’immensa catena chimica del corpo umano è l’equilibrio. Ogni eccesso quindi si ripercuote negativamente sul funzionamento di parte o di tutte le catene enzimatiche. A questo si aggiunge che ogni enzima ha una potenzialità funzionale individuale, vale a dire che la tripsina dell’individuo A non ha la stessa efficienza di quella dell’individuo B. La genetica alimentare quindi disegna un profilo genetico della capacità personale di metabolizzare questo o quel nutriente consentendo al nutrizionista di calibrare l’apporto alimentare delle varie classi nutrizionali, evitando, sulla scorta di dati oggettivi, ogni eccesso. Ogni dieta consigliata da chi non utilizza tale tecnica viene calibrata in modo empirico sulla base di esperienza e letteratura: nulla di scorretto. La Medicina è avanzata per secoli sulla base dell’empirismo, ma oggi che possiamo tracciare la “mappa nutrizionale individuale” è importante che ognuno di noi conosca le potenzialità metaboliche del proprio corpo ed eviti di conseguenza l’eccesso di quegli alimenti nei cui confronti il suo organismo dimostra una minore efficienza metabolica. 

A chi si rivolge?

Il test non ha controindicazioni trattandosi di un test diagnostico che prevede il banale prelievo di un tampone salivare con un cotton fioc sterile. Il profilo è utile a chiunque anche se non ha problemi nutrizionali, ma in medicina è meglio prevenire che curare e quindi anche nei bambini che dimostrano accrescimento ponderale eccessivo, persone che hanno problemi a mantenere il decremento ponderale e sperimentano il deleterio effetto yo-yo, persone invece che hanno problemi conosciuti di obesità, diabete, o sindrome metabolica possono giovarsi grandemente del prendere coscienza di un dato oggettivo e incontrovertibile come il proprio profilo genetico alimentare. Ovviamente una diagnostica non è una terapia e quindi sta poi comunque alla capacità dell’individuo di razionalizzare ed elaborare il suo bisogno correggendo le abitudini alimentari, che però il più delle volte non si traducono in proibizioni ma in calibrazione delle quantità di questo o quell’alimento. 

Sedute e durata?

Trattandosi di un test diagnostico che riguarda la conoscenza di un profilo costituzionale immutabile e non quindi di un test funzionale come potrebbe essere un dosaggio enzimatico tutto si risolve in un’unica seduta della durata di circa 30 minuti per la maggiore parte devoluta alla raccolta dell’anamnesi. Poi il cotton fioc con il DNA del paziente viene inviato rispettando le regole della catena di custodia, al Laboratorio di Genetica e si attende il risultato. A questo segue un colloquio per la informazione sui risultati ottenuti e eventualmente l’inizio di un percorso per il trattamento della problematica alimentare.

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