Test genetica alimentare

«Conosci te stesso» era scritto a caratteri cubitali sul frontone del tempio di Apollo a Delfi, insieme con l’invito alla moderazione, espresso nel motto: μηδὲν ἄγαν, «nulla di eccessivo». 

Su cosa si basa?

L’invito degli antichi è calzante riguardo ai principi della scienza nutrizionale moderna alla luce della Genetica Alimentare.

La digestione, l’assorbimento e la metabolizzazione dei nutrienti  sono regolati da una serie di catene enzimatiche localizzate a livello di vari organi. Il fine di tutta l’immensa catena chimica del corpo umano è l’equilibrio. Ogni eccesso quindi si ripercuote negativamente sul funzionamento di parte o di tutte le catene enzimatiche. A questo si aggiunge che ogni enzima ha una potenzialità funzionale individuale, vale a dire che la tripsina dell’individuo A non ha la stessa efficienza di quella dell’individuo B. La genetica alimentare quindi disegna un profilo genetico della capacità personale di metabolizzare questo o quel nutriente consentendo al nutrizionista di calibrare l’apporto alimentare delle varie classi nutrizionali, evitando, sulla scorta di dati oggettivi, ogni eccesso. Ogni dieta consigliata da chi non utilizza tale tecnica viene calibrata in modo empirico sulla base di esperienza e letteratura: nulla di scorretto. La Medicina è avanzata per secoli sulla base dell’empirismo, ma oggi che possiamo tracciare la “mappa nutrizionale individuale” è importante che ognuno di noi conosca le potenzialità metaboliche del proprio corpo ed eviti di conseguenza l’eccesso di quegli alimenti nei cui confronti il suo organismo dimostra una minore efficienza metabolica. 

A chi si rivolge?

Il test non ha controindicazioni trattandosi di un test diagnostico che prevede ilsempliceprelievo di un tampone salivare con un cotton fioc sterile.  Il profilo è utile a chiunque anche se non ha problemi nutrizionali, ma in medicina è meglio prevenire che curare e quindi anche nei bambini che dimostrano accrescimento ponderale eccessivo, persone che hanno problemi a mantenere il decremento ponderale e sperimentano il deleterio effetto yo-yo, persone invece che hanno problemi conosciuti di obesità, diabete, o sindrome metabolica possono giovarsi grandemente del prendere coscienza di un dato oggettivo e incontrovertibile come il proprio profilo genetico alimentare. Ovviamente una diagnostica non è una terapia e quindi sta poi comunque alla capacità dell’individuo di razionalizzare ed elaborare il suo bisogno correggendo le abitudini alimentari, che però il più delle volte non si traducono in proibizioni ma in calibrazione delle quantità di questo o quell’alimento. 

 

Sedute e durata?

Trattandosi di un test diagnostico che riguarda la conoscenza di un profilo costituzionale immutabile e non quindi di un test funzionale come potrebbe essere un dosaggio enzimatico tutto si risolve in un’unica seduta della durata di circa 30 minuti per la maggiore parte devoluta alla raccolta dell’anamnesi. Poi il cotton fioc con il DNA del paziente viene inviato rispettando le regole della catena di custodia, al Laboratorio di Genetica e si attende il risultato. A questo segue un colloquio per la informazione sui risultati ottenuti e eventualmente l’inizio di un percorso per il trattamento della problematica alimentare.

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