Liliana Turatello

Dopo l’estate la pelle cambia: cosa possiamo fare in autunno per macchie, texture e segni dell’acne

L’abbronzatura se ne va, le giornate si accorciano e davanti allo specchio iniziano spesso a vedersi dettagli che durante l’estate sembravano meno evidenti. Il colorito può apparire meno uniforme, alcune macchie risultano più visibili, la pelle può sembrare spenta o disidratata e anche i segni lasciati dall’acne tornano in primo piano.

Non è soltanto una questione di percezione. Dopo mesi in cui l’esposizione solare condiziona la scelta di alcuni trattamenti, l’autunno apre una fase diversa nella cura della pelle del viso e permette di valutare procedure che richiedono maggiore attenzione nei confronti del sole.

È quindi un buon momento per osservare la pelle per quella che è realmente e capire di cosa ha bisogno, senza partire necessariamente dal nome di un trattamento.

Dopo l’estate, prima di tutto guardiamo la pelle

Macchie, pori più evidenti, grana irregolare, perdita di luminosità e disidratazione possono convivere sullo stesso viso, ma non hanno necessariamente la stessa origine e soprattutto non richiedono lo stesso approccio.

Per questo il passaggio più importante non è decidere in autonomia se fare un peeling o una biorivitalizzazione, ma valutare lo stato della cute e stabilire quale sia l’obiettivo prioritario.

In alcuni casi sarà soprattutto necessario recuperare idratazione e qualità cutanea, mentre in altri avrà più senso intervenire sul turnover cellulare, sulle discromie oppure sugli esiti di un’acne che magari non è più attiva ma ha lasciato macchie e cicatrici.

Autunno e peeling: una combinazione che ha una ragione precisa

Tra i trattamenti che tornano particolarmente interessanti in questa stagione c’è il peeling chimico, che attraverso un’esfoliazione controllata favorisce il rinnovamento cutaneo e può essere utilizzato per intervenire su colorito irregolare, macchie, iperpigmentazioni, texture della pelle e alcuni esiti dell’acne.

Il motivo per cui ne parliamo soprattutto in autunno riguarda anche il sole. Dopo un peeling la cute è più sensibile e la fotoprotezione assume un ruolo fondamentale.

Con la diminuzione dell’esposizione solare possiamo invece tornare a programmare il trattamento, continuando naturalmente a utilizzare una protezione solare adeguata anche nei mesi più freddi.

E se il problema sono i segni lasciati dall’acne?

Qui è importante fare una distinzione, perché con “segni dell’acne” tendiamo a indicare condizioni molto diverse tra loro.

Una macchia rimasta dopo un brufolo non è la stessa cosa di una vera cicatrice atrofica, cioè una piccola depressione della superficie cutanea. Allo stesso modo, una pelle che presenta ancora acne attiva richiede una valutazione differente rispetto a una pelle in cui l’infiammazione è ormai risolta e l’obiettivo è migliorare ciò che ha lasciato.

È anche il motivo per cui il trattamento delle cicatrici da acne difficilmente può essere ridotto alla scelta di una singola procedura. A seconda del tipo e della profondità dei segni possono essere prese in considerazione strategie differenti e, in alcuni casi, trattamenti combinati.

Il peeling chimico può essere indicato quando si vuole lavorare sulla superficie cutanea, sulle discromie e su alcuni esiti dell’acne, mentre la biorivitalizzazione può entrare in un percorso volto a migliorare idratazione, texture e qualità complessiva della pelle, favorendone i processi di rigenerazione.

Il punto di partenza rimane però la diagnosi: prima di trattare una cicatrice bisogna capire che tipo di cicatrice abbiamo davanti e, soprattutto, verificare che l’acne sia sotto controllo.

Non solo acne: quando la pelle ha soprattutto bisogno di recuperare qualità

Non tutte le pelli che arrivano all’autunno hanno bisogno di un trattamento esfoliante. A volte ciò che si nota maggiormente è una pelle meno elastica, più secca, opaca o segnata da piccole rughe che sembrano essersi accentuate.

In questi casi può essere valutata la biorivitalizzazione, un trattamento pensato per intervenire sulla qualità cutanea, migliorando idratazione, texture ed elasticità. È un approccio diverso rispetto al peeling e proprio per questo i due trattamenti non devono essere considerati intercambiabili: rispondono a esigenze differenti e possono eventualmente trovare spazio all’interno di un percorso costruito nel tempo.

Da dove cominciare?

Dal proprio viso, non dal trattamento visto sui social o consigliato da un’amica.

Una macchia può richiedere un approccio diverso da una cicatrice, una pelle disidratata non ha le stesse necessità di una pelle acneica e persino due cicatrici apparentemente simili possono richiedere strategie differenti.

Durante la consulenza possiamo valutare lo stato della pelle, distinguere macchie, irregolarità e cicatrici vere e proprie e capire se sia indicato intervenire con peeling, biorivitalizzazione o con un percorso specifico per l’acne e i suoi esiti.

Prenota la tua consulenza e scopri quale percorso è più adatto alla tua pelle questo autunno.