Peeling Chimico

Peeling Chimico

Questi trattamenti noti anche come resurfacing cutaneo rimuovono gli strati esterni dell’epidermide ( lo strato più superficiale della cute) mediante tecniche chimiche o meccaniche. Il loro effetto sulla cute si basa sui principi della guarigione delle ferite, in virtù del fatto che un danno controllato che rimuova gli strati superficiali dell’epidermide stimola il rinnovo cellulare e produce una pelle più sana. Il turn-over naturale della pelle è un complesso di vari passaggi che termina con la desquamazione delle cellule dello strato corneo. Questo processo si altera nell’invecchiamento o in certe malattie per effetto di agenti esterni aggressivi. La desquamazione inappropriata porta ad avere una cute opaca, secca e ruvida.

Indipendentemente dal metodo, l’effetto è comune e comprende la regolazione del turn-over cellulare, la redistribuzione della melanina e il ripristino della corretta e regolare esfoliazione fisiologica. I peeling chimici consistono nella applicazione di acidi deboli sulla cute per rimuovere gli strati superficiali. Vengono classificati in base al potere di penetrazione nell’epidermide in: superficiali, medi e profondi.

Personalmente utilizzo solo i peeling superficiali, gli unici consentiti in attività ambulatoriale con alfa o beta idrossiacidi o con acido tricloroacetico.

A chi si rivolge?

Il peeling è indicato nei casi di fotodanneggiamento cutaneo, iperpigmentazione, cute seborroica, acne comedonica e acne volgare, cicatrici da acne superficiale, cheratosi pilare diffusa, cheratosi seborroica diffusa superficiale.

La scelta della tecnica da utilizzare presuppone una visita preliminare in cui il paziente viene classificato secondo il fototipo di Fitzpatrck e la Scala di Glogau. Il fototipo è un sistema di classificazione del colorito della cute e della risposta alla esposizione solare.

La scala di Glogau invece valuta la importanza del fotoinvecchiamento e il livello di idratazione cutanea. La metodica è applicabile dalla fine dell’adolescenza alla tarda età.

La durata degli effetti dipende dalla dinamica cellulare di base dell’epidermide, vale a dire che se il difetto da correggere è la rugosità cicatriziale determinata dagli esiti di una eruzione acneica il risultato può essere anche permanente, mentre se il difetto è determinato da una alterazione della melanogenesi il risultato può essere temporaneo e la durata dipende dai fattori individuali.

Che risultati da? 

Il peeling è un trattamento coadiuvante dell’appianamento delle rughe del volto la cui correzione richiede approcci multipli.

Riduce il contrasto dei cambiamenti di colore della cute, come le macchie cutanee o gli spot bruni della pelle  che possono insorgere con l’età, o a seguito dell’assunzione di contraccettivi orali. Riduce le depressioni conseguenti agli esiti d’acne e la diffusione dell’acne stessa.
Ognuna o la combinazione delle seguenti condizioni può presentare una corretta indicazione per un peeling chimico:

  • Rughe o danno cutaneo da eccesso d’esposizione al sole.

  • Rughe verticali attorno alla bocca.

  • Le rughe della palpebra superiore.

  • Le macchie cutanee.

  • Le cicatrici esito d’acne o esito di varicella.

  • Le cicatrici superficiali del viso.

Sedute e durata?

Il trattamento prevede più fasi quali detersione, applicazione del peeling, e successiva applicazione di una maschera neutralizzante e lenitiva.

I peeling superficiali possono essere ripetuti ogni uno-tre mesi a seconda della intensità necessaria, all’obiettivo da raggiungere e ai tempi di recupero del paziente. E’ controindicato eseguire peeling durante il periodo primaverile ed estivo causa la sensibilizzazione cutanea. In ogni caso dopo il peeling è necessario utilizzare una crema solare ad alta protezione anche nei mesi invernali, ricordando che la esposizione solare sulla neve costituisce controindicazione assoluta alla esecuzione di un peeling ravvicinato a tale esposizione. 

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